Totale gettoni di presenza percepiti nel mese di settembre 2016

-Totale gettoni di presenza percepiti nel mese di settembre 2016: 755,48 euro in totale
-Totale spese gruppo consiliare PSI-PSE: zero euro (nessuna somma a disposizione)

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Ascensore Bellavista, presentata interrogazione urgente al Sindaco

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Ho presentato, stamattina, una interrogazione urgente al Sindaco, sul torrino dell’ascensore del parcheggio di Bellavista in corso di realizzazione. In cima a tale parcheggio, al di sopra del livello stradale, svetta il torrino dell’ascensore che interrompe bruscamente la visuale panoramica tipica dell’area, danneggiando enormemente le caratteristiche del luogo. Allo scopo di verificare l’andamento dei lavori, la coerenza tecnica e progettuale, e l’impatto ambientale del torrino, avevamo chiesto formalmente in data 23/05/2016 al Presidente della II Commissione (LL.PP) Luigi Levato – e per conoscenza al Presidente del Consiglio comunale Avv. Ivan Cardamone – un sopralluogo della Commissione stessa, con la presenza di tecnici e progettisti; a tale richiesta non è stato data alcuna risposta. In passato (2008) era già stato edificato un torrino sopra il livello stradale, poi abbattuto in seguito a proteste di Associazioni e Movimenti; era stato preso, allora, l’impegno di formulare un progetto che non prevedesse alcuna sopraelevazione al di sopra della balconata e guastando la visuale panoramica. Poiché invece, evidentemente, anche dalla nuova opera si evidenzia un’orribile sopraelevazione che danneggia irreparabilmente la visuale, la questione si è riproposta. Il Movimento Catanzaro nel Cuore, poche settimane fa, ha promosso presso la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le Province di CZ, CS e KR, una verifica atta ad accertare la corrispondenza tra direttive della stessa Soprintendenza e il progetto stesso. La Soprintendenza ha, con comunicazione n. 658/E del 27/07/2016 diretta al Comune di Catanzaro, comunicato che “Relativamente all’autorizzazione del torrino, quest’ufficio con nota prot. N. 3635/P del 13 gennaio 2010 ha espresso parere favorevole al completamento del parcheggio al disotto della balconata di Bellavista comprendente un corpo scala ascensore”, e ha invitato il Comune a fornire notizie in merito. Data la risposta non proprio esplicita della Soprintendenza, che comunque farebbe intendere che il parere favorevole riguardasse la costruzione al di sotto del livello stradale anche dell’ascensore, abbiamo posto alcune domande, alle quali è necessario che il Sindaco risponda con urgenza. Relativamente alla costruzione del torrino, rispetto alla comunicazione della Soprintendenza, è intervenuto un nuovo progetto, o se si è proceduti alla realizzazione del torrino pur in contrasto con il parere della Soprintendenza stessa? Abbiamo chiesto inoltre che ci venga fornita ogni altra informazione e/o delucidazione sull’impatto ambientale dell’opera e sui profili eventuali di danno erariale, in ragione della costruzione di un nuovo torrino che, come quello precedente, svetta al di sopra del piano stradale. L’ennesimo pasticcio in salsa catanzarese, insomma.

Antonio Giglio, Consigliere comunale di Catanzaro

Sopralluogo al Ceravolo: Istituzioni ridotte a “putica ‘e vinu”

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(foto tratta dal Sito ufficiale del Comune di Catanzaro)

Dall’ennesimo sopralluogo del Sindaco al Ceravolo, nonostante la tentata propaganda, sono ben poche le notizie positive su un’opera pubblica da 5 milioni, che è ancora lontana dal vedere la luce. Per la consegna degli spogliatoi si parla ancora genericamente di “qualche settimana”, mentre per la palazzina di “autunno” (quando, poco tempo fa, il Sindaco si era impegnato per settembre). Ribadiamo che si eludono nodi fondamentali, che riguardano l’impiego di soldi pubblici per opere che, ad esempio sul campo principale, non sono state fatte, come il rifacimento del terreno di gioco e l’allargamento. Ancora gli uffici, con un comportamento omissivo e inaccettabile, non hanno fornito la documentazione relativa al progetto iniziale e gli atti ad esso cronologicamente consequenziali (in particolare: eventuali perizie di variante, con relative autorizzazioni), ai documenti contabili dall’inizio dei lavori ad oggi (SAL e allegati), agli atti del Direttore dei lavori, dall’inizio dei lavori ad oggi (in particolare: ordini di servizio; variazioni delle lavorazioni), agli atti e documenti idonei a rappresentare lo stato dei lavori dall’inizio ad oggi. Tra l’altro, di recente, sui Social Network (e sempre guardandosi bene dal rispondere per via ufficiale) lo stesso Sindaco aveva parlato di un nuovo problema di infiltrazioni d’acqua, del quale non fa menzione nel sopralluogo di stamattina. E sul campo B, purtroppo, si vuole continuare a buttare fumo negli occhi dei catanzaresi, perché un campo con misure assolutamente insufficienti per una squadra professionista (97,7 x 49 metri, quando le misure della LegaPro sono 105×68) potrà servire al massimo per allenamenti di una parte del settore giovanile.
Apprendiamo inoltre, dalla stampa, che al sopralluogo erano presenti soggetti non appartenenti all’Amministrazione, o all’impresa, che non avevano nessun titolo per essere lì, e per comparire addirittura nelle foto ufficiali. In merito, abbiamo già presentato una diffida formale, che ovviamente il Presidente del Consiglio, Cardamone, che dovrebbe svolgere un ruolo di garanzia nei confronti dei Consiglieri comunali, si è guardato bene dal sottoscrivere. È semplicemente vergognoso, nei confronti dell’Istituzione comunale, che il Sindaco e gli Assessori non ritengano di coinvolgere le Commissioni consiliari competenti (forse per paura di qualche guastafeste che faccia domande scomode?), ma consentano l’ingresso in impianti pubblici e in aree di cantiere a soggetti che non hanno nessun titolo, se non quello dell’amicizia o della costituzione di fantomatiche liste a sostegno del Sindaco. Le Istituzioni ridotte a “putica ‘e vinu”: una tristezza senza fine.

Sergio Costanzo, Vincenzo Capellupo, Antonio Giglio, Roberto Guerriero – Consiglieri comunali di Catanzaro

Facoltà universitarie al S. Giovanni, perché “spogliare un altare per vestirne un altro”?

San Giovanni foto

Si apprende dalla stampa che Comune di Catanzaro, Provincia e Ateneo “Magna Graecia” avrebbero individuato il Complesso Monumentale del San Giovanni come sede per ospitare il Polo Universitario nel centro storico, nello specifico le facoltà Sociologia e Psicologia (quest’ultima di nuova istituzione). Rischiando di risultare impopolare, e in controtendenza rispetto ad una vulgata che sembra ripetere come un mantra la necessità di portare l’Università nel centro ad ogni costo (prescindendo da doverose valutazioni anche storico-urbanistiche), voglio esprimere in forma costruttiva tutte le mie perplessità per l’individuazione a tale scopo del Complesso Monumentale del San Giovanni. Nella nota diramata da Palazzo De Nobili, si legge: “scartate le ipotesi fin qui fatte per la sistemazione di Psicologia nel centro (la più realistica era quella di Palazzo di Vetro, sede della provincia), è stata analizzata la soluzione-San Giovanni, sul presupposto che la città già vanta altri spazi espositivi (il MARCA, a cui si aggiungeranno presto la Palazzina ex Stac e le gallerie del San Giovanni)”. È opportuno fare alcune precisazioni. Sarebbe utile capire perché sia stata scartata la soluzione di Palazzo di Vetro, ma anche altre soluzioni proposte su immobili che sono vuoti o la cui destinazione non si vuole mettere in discussione (ad esempio: la Stella, la Caserma Triggiani, l’ex Liceo Galluppi). Ancora più perplessità desta la considerazione secondo la quale, in sostanza, siccome ci sono altri spazi espositivi come il MARCA, o le gallerie (molto impropriamente citate), allora tanto vale sottrarre il San Giovanni dalla destinazione per cui è stato ristrutturato e riaperto nel 1998. A parte che il marca è un Museo (l’area destinata ad esposizioni temporanee è di estensione non paragonabile a quella del San Giovanni), bisogna ricordare che finché il Complesso è stato gestito secondo criteri sensati, e con ambizione e coraggio, è stato, nella sua destinazione di spazio espositivo, uno dei punti di riferimento del Sud Italia, e a volte anche oltre. Voglio ricordare la mostra su Andrea Cefaly e la Scuola di Cortale, Mirò, Andy Warhol, Mattia Preti, Magna Graecia, Giuseppe Rito, e molte altre. Non, come pensa chi magari a vedere una mostra non ci è mai entrato neanche per sbaglio, iniziative di nicchia per pochi intimi con la puzzetta sotto il naso, ma esperienze di straordinaria rilevanza sociale, economica e culturale. Mostre che la nostra città ha potuto ospitare grazie alla formidabile estensione del Complesso, coi suoi quasi 3000 mq e le 20 sale espositive su due piani; mostre che, nonostante qualcuno ora lo dimentichi, hanno rappresentato un indotto in termini economici notevole, con decine di migliaia di visitatori, e con significative ricadute in termini di immagine; mostre che, se il Complesso sarà sottratto alla destinazione espositiva, Catanzaro non avrà più una sede per ospitare. E allora la domanda è: ma perché, a Catanzaro, si deve per forza dare l’idea che per fare cultura si debba sottrarre ad un presidio culturale, per dare ad un altro? Perché, molto più semplicemente, non si ammette che negli ultimi anni il Complesso del San Giovanni non si è saputo (o voluto) gestire con competenza e ambizione, e quindi adesso lo si vuole smantellare? Perché non si ricorda, anziché sbandierare titoloni sull’Università in centro, che il senso del Complesso del San Giovanni è quello di polo culturale espositivo della Città, con la presenza non casuale dell’Assessorato alla Cultura, della Soprintendenza ai beni storici e architettonici, dell’Archivio storico comunale, con un chiostro che ha ospitato, negli anni, rappresentazioni artistiche di varia natura e di grande successo? Proprio sull’Archivio vorrei fare una considerazione che si lega al ragionamento sulla destinazione e sulla identità del Complesso: l’Archivio stesso è stato intitolato 2 anni fa ad Emilia Zinzi e, a proposito del menefreghismo dell’Amministrazione in carica, senza apporre neanche una targa in onore della immensa studiosa, nonostante le ripetute sollecitazioni; oltretutto, nulla è stato fatto per mantenere a Catanzaro (nel Complesso, come proposto) l’archivio della Prof.ssa Zinzi, che quasi sicuramente andrà a finire fuori Città; questo, per dire come sulla destinazione del Complesso come polo culturale delle Città, probabilmente chi amministra non ci ha mai creduto fino in fondo. E adesso, si vorrebbe eliminare uno spazio espositivo per allocarvi facoltà universitarie; in pratica, si mettono in concorrenza presidi culturali che non dovrebbero esserlo! Abbiamo cercato, in questi anni di opposizione, di non porci sugli argomenti in maniera pregiudiziale, e quando abbiamo preso posizioni contrarie, anche in forma intransigente o ad oltranza, non è stato per fini strumentali; è proprio per questo che, anche stavolta, faccio appello al buonsenso, e alla necessità di entrare nel merito dei problemi, senza fermarsi ai titoloni, agli scoop, ai mantra. Mi perdonerà il Sindaco, ma sono altresì convinto che non sarà una posizione critica (che, mi auguro, sarà condivisa o, magari chissà, smentita) a danneggiare la Città, e a rovinare lo spirito di unanimità che il Sindaco, fresco di nuovo rimpasto, auspica da parte del Consiglio comunale. Dunque, per usare un detto popolare, perché spogliare un altare per vestirne un altro? Una domanda alla quale è doveroso dare risposte.

Antonio Giglio, Consigliere comunale di Catanzaro

Disservizi erogazione acqua, Comune non tutela cittadini da carenze Sorical

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Siamo alle solite. L’Amministrazione comunale, stavolta per bocca dell’Assessore Longo, esprime pubbliche lamentele nei confronti della Sorical ma, dopo anni di disservizi, non è ancora dato sapere se e come l’Amministrazione intenda agire nei confronti della stessa Sorical, visto che siamo in presenza di palesi violazioni nell’erogazione di un servizio pubblico essenziale, come quello dell’acqua. Violazioni che hanno messo a rischio, stavolta, addirittura anche il Policlinico Universitario; roba da terzo mondo. Come già espresso per vie ufficiali (senza mai ricevere risposta) consideriamo del tutto insoddisfacente l’atteggiamento dell’Amministrazione nei confronti della Sorical. Ricordiamo che è proprio l’Amministrazione – peraltro fortemente carente anche in ordine agli obblighi specifici di tempestiva trasparenza ed informazione – a dover dare delle risposte ai cittadini, perché è ad essa che i cittadini pagano le tasse. Rinnoviamo la richiesta, pubblicamente: quali iniziative ha in programma il Sindaco per agire nei confronti di Sorical? In che modo intende procedere per tutelare un diritto costituzionalmente garantito?

Antonio Giglio, Vincenzo Capellupo, Roberto Guerriero – Consiglieri comunali di Catanzaro

Abramo si ricandida, ma il problema è costruire l’alternativa

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Il Sindaco Abramo annuncia, con largo anticipo, la sua ricandidatura, come espressione del centrodestra. Evidentemente ritiene di avere fatto un buon lavoro, e di avere operato nell’interesse della Città. Chi, in questi anni, è stato all’Opposizione, e ha svolto il suo ruolo con onestà e trasparenza, la pensa diversamente, e lo ha detto e ridetto in tutti i modi possibili. Abramo, Sindaco di Catanzaro per ben quattro volte, e nel frattempo anche Consigliere regionale e Amministratore della SoriCal, è stato ed è politico e amministratore dalle innumerevoli contraddizioni, peraltro sempre messe in evidenza. Di queste, e dell’apparato di potere incentrato sull’uso distorto della macchina amministrativa (della quale ci si è guardati bene dal sanare i difetti strutturali, e anzi lasciandoli in evidenza, in modo da intervenire in forma clientelare con favori e promesse, schema che soprattutto nei quartieri periferici è ormai consolidato) che lo sostiene e che lo ha sempre sostenuto, nonostante avesse cercato ogni tanto di vestire gli improbabili panni del Sindaco “antisistema”, abbiamo scritto e detto tanto, in questi anni. A questo punto, bisogna essere chiari e onesti: qualsiasi critica, anche solida, ragionata e circostanziata, ad Abramo e al centrodestra, sarà sterile e inconcludente se a questi non saremo in grado di opporre una valida alternativa. Chi ha fatto realmente opposizione in questi anni in Consiglio comunale, pur con tutti i suoi limiti, ha fatto o cercato di fare il suo, esercitando l’essenziale funzione di controllo democratico, e formulando proposte che rappresentassero diversità non soltanto politiche ma anche etiche. A distanza di un anno dalle elezioni, il centrosinistra ha tutto il tempo per mettere in piedi un percorso di vero cambiamento. “Cambiamento”, parola vuota, se non si capisce che per cambiare bisogna essere alternativi. Alternativi rispetto a chi pensa e gestisce la macchina politico-amministrativa e il potere come fini, anziché come mezzi per realizzare un miglioramento della qualità della vita dei cittadini; alternativi rispetto a chi si bea di (piccole e grandi) posizioni di rendita, senza avere lasciato ai cittadini, in decenni di politica, altro che macerie; alternativi rispetto a chi non ha per Catanzaro uno straccio di idea né a breve, né a medio, né a lungo termine; alternativi rispetto a chi non ha mai conosciuto la differenza tra “diritti” e “favori”, o l’ha conosciuta e l’ha manipolata a suo piacimento; alternativi rispetto a chi predica bene, e poi razzola male; alternativi rispetto a chi vive in stanche e inutili liturgie di partito, in stanchi e inutili sproloqui in politichese; alternativi anche rispetto a chi si parla addosso, a chi vive e opera con l’ossessione di dover dimostrare al mondo di essere più “duro e puro” degli altri, senza poi riuscire a guardare al di là del proprio naso; alternativi rispetto a chi pensa, parla e opera con miseria umana e violenza in tutte le sue forme (fisica ma anche verbale); alternativi rispetto a chi ha fatto della Politica un mestiere; alternativi rispetto a chi non ha il coraggio di scegliere ciò che è giusto, anziché ciò che è comodo; alternativi rispetto a chi vede nella Cultura in tutte le sue forma un inutile trastullo per perditempo; alternativi rispetto a chi professa e pratica la mediocrità e il degrado; alternativi, insomma, rispetto a chi ha sempre pensato la Politica e la pubblica amministrazione come giochini dove vedersi i propri comodi. Dice un grande Cantautore, “Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà…”; partiti, associazioni, cittadini, sapranno, sapremo, tessere, assieme, un ragionamento che sia, realmente, alternativo? Sapranno, sapremo, dare un senso ad un nuovo percorso, dando speranza a Catanzaro e ai catanzaresi? Sapranno, sapremo, costruire un’alternativa che sia qualcosa di diverso da una brutta copia del centrodestra, sia nelle sue idee che nelle sue forme e rappresentazioni? Sapranno, sapremo, elaborare un progetto qualificato e credibile, che sia compreso dai cittadini e che faccia nascere speranza ed entusiasmo? Non si può continuare a stare a metà del guado. Se si ha intenzione di costruire una vera alternativa, bisogna farlo immediatamente; altrimenti, la riconsegna della Città nelle mani e di Abramo e del centrodestra, sarà scontata, e non avrà senso neanche spendersi in inutili, finte e poco credibili parate. È un ragionamento duro, e sicuramente scomodo, ma necessario. Sapranno, sapremo farlo? Non è, ancora, troppo tardi.

Antonio Giglio, Consigliere comunale di Catanzaro