Perché abbiamo votato NO alla nuova Discarica di Alli.

alli

“Noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario.” (L. Sciascia)

FATTO.
Il 15 febbraio il Sindaco presenta alla Conferenza dei Capigruppo consiliari, verbalmente, un progetto di messa in sicurezza della discarica di Alli e contestualmente della sistemazione degli impianti per la differenziata, fermi da anni proprio ad Alli. Nessun cenno ad ampliamenti, anzi la negazione esplicita sul fatto che i lavori avrebbero riguardato ampliamenti e non la costruzione di nuove discariche.

FATTO.
Il giorno dopo ci viene consegnata la pratica, e già dall’oggetto comprendiamo che le cose non stanno come ci erano state rappresentate. L’oggetto della pratica reca alla denominazione dell’intervento da eseguire: “Adeguamento e potenziamento dell’esistente impianto di trattamento della frazione di rifiuti urbani indifferenziata e realizzazione dell’annessa discarica di servizio”. Più avanti, nel corpo della Convenzione che il Comune di Catanzaro deve firmare con la Regione Calabria, è scritto che “il nuovo progetto, identificato con il codice DARD12, prevede pertanto la realizzazione di una nuova discarica immediatamente a monte dell’esistente ma indipendente da questa” e, successivamente, ribadisce che la discarica sarà realizzata “a monte, senza interferenza con l’attuale abbanco realizzando in bacino di discarica totalmente indipendente e separato dalla discarica esistente”. 7 milioni da non sprecare, diceva il Sindaco, ma sugli obbiettivi non possiamo essere assolutamente d’accordo. Si parla, in alcuni punti, della messa in sicurezza della discarica esistente, ma di fatto si configura la costruzione di una nuova discarica, a monte, senza fare alcun cenno a ciò verso cui tutto il mondo sta andando: ciclo dei rifiuti, trattamento differenziata, obbiettivo “rifiuti zero”. Il progetto risale al 2009 (amministrazione di centrosinistra).
La pratica viene inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 21 gennaio.

FATTO.
Il 20 gennaio si riuniscono le Commissioni consiliari Affari generali e Igiene ambientale, dove noi Consiglieri di opposizione assieme all’unanimità dei Consiglieri di maggioranza deliberiamo negativamente sulla pratica, chiedendone il ritiro dalla seduta di Consiglio comunale del giorno dopo.

FATTO.
Il 21 gennaio, prima del Consiglio comunale, il Sindaco convoca i Capigruppo chiedendo spiegazioni sulla decisione delle Commissioni, e mente noi Consiglieri di Opposizione manteniamo ferme le nostre posizioni di contrarietà, alcuni degli stessi Consiglieri di maggioranza tentennano e alcuni addirittura ritrattano il voto contrario (che comunque, va detto, non è vincolante) espresso in Commissione, dicendo che non avevano letto bene la pratica. Pratica che, infine, viene ritirata all’unanimità.

FATTO.
Il 3 febbraio si svolge una riunione congiunta delle Commissioni Affari generali e Igiene ambientale, alla presenza dei Dirigenti di settore e del Sindaco, i quali ribadiscono i loro argomenti riguardo la bontà della pratica. Ma noi, visto che della pratica stessa non è cambiata una virgola, manteniamo ferme le nostre posizioni, e con noi anche molti dei Consiglieri di maggioranza presenti. Come si fa, chiediamo, a navigare ancora a vista senza che la Regione Calabria approvi una legge regionale sui rifiuti? Chiediamo anche un sopralluogo sul sito di Alli per verificare effettivamente la possibilità di costruire una “nuova discarica, a monte dell’esistente”. Richiesta che viene accolta quasi con scherno, ma comunque concessa.

FATTO.
Il 5 febbraio viene svolto un sopralluogo delle Commissioni Affari generali e Igiene (assieme a altri Capigruppo e Consiglieri comunali) sul sito di Alli, dove troviamo conferma alle nostre idee e paure: devono essere svolti solo i lavori per mettere in sicurezza il vecchio impianto. A monte dell’attuale sito c’è una lingua di terra (la cima di una collinetta) che è un velo di cipolla, al di là del quale c’è il quartiere di Santo Ianni con migliaia di abitanti. Ci rendiamo conto della assoluta impossibilità di costruire una nuova discarica su quel sito. Tutti i presenti, di maggioranza e opposizione, esprimono parere negativo.

FATTO.
Il 25 febbraio le Commissioni Affari generali e Igiene vengono riunite assieme agli altri Capigruppo e alla presenza del Sindaco, e tutti i pareri espressi dalla maggioranza, fino a quel momento negativi, diventano favorevoli. Grazie a cosa? All’impegno di formulare emendamenti di indirizzo nei confronti della Regione Calabria, tali da vincolare i passi successivi. Ma il corpo della Delibera non cambia, e ci dichiariamo fermamente e coerentemente contrari.

FATTO.
Il 26 febbraio la pratica arriva in Consiglio comunale. Viene proposto, dalla maggioranza, l’emendamento, il cui punto centrale è la previsione che tra la progettazione e la realizzazione della Discarica debba essere approvata la legge regionale (che preveda le discariche su base provinciale), altrimenti non sarà dato corso ai lavori. Per noi, questo emendamento è acqua sul marmo, per ragioni di carattere tecnico e politico. Tecnico: come può un ente come il Comune di Catanzaro dettare condizioni ad un ente terzo e sovraordinato come la Regione Calabria? Politico: la Regione Calabria ha dimostrato infinite volte la sua scarsissima considerazione del peso politico di Catanzaro (ad esempio, con i recenti tagli al trasporto pubblico). Tecnico-politico: in materia di emergenza ambientale i Comuni hanno pochissimi poteri sul proprio territorio. Risultato, da noi preconizzato: Catanzaro costruirà una nuova discarica, alle porte della Città, in un sito già compromesso e rovinato (anziché sanarlo), e il resto della Regione aspetterà che Catanzaro completi questo lavoro per scaricare la spazzatura regionale ad Alli. Zero programmazione, zero futuro.

La pratica viene approvata con i voti favorevoli della maggioranza, e i voti contrari dell’opposizione.

A chi chiede, “ ma voi cosa proponete”, rispondiamo che le nostre proposte sono quelle verso cui va tutto il mondo civile:

-separazione alla fonte: differenziata e riduzione alla fonte (incentivi ai prodotti “a spina”);

-raccolta porta a porta: consente di fare decollare le percentuali di differenziata, incrementando l’occupazione e la green economy;

-introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva dei rifiuti non riciclabili.

Qui il documento (Linee guida di intervento sull’emergenza rifiuti) che abbiamo presentato nel 2011 come Laboratorio politico “Azimut”:

http://www.azimut360.it/documenti/Azimut360_Sintesi_Doc_Rifiuti_ott2011.pdf

Dopo decenni di Commissariamento regionale, decine di milioni spesi senza alcuna programmazione, si continua ad andare avanti senza alcune visione: si scava una buca e i mettono dentro i rifiuti, fino all’esaurimento e all’individuazione della prossima. Qualche giorno fa, l’Assessore regionale all’Ambiente, Pugliano, nell’incontro istituzionale al Comune di Catanzaro si è lamentato dell’emergenza rifiuti ma senza proporre alcuna soluzione (della serie: “non mi dà tanto fastidio che il coccodrillo mi mangi la gamba, quanto che poi ci pianga sopra). La salute dei cittadini può aspettare.

A nostro giudizio sarà realizzato un ampliamento puro e semplice della discarica esistente, senza alcun passo in avanti verso la modernità. Speriamo di sbagliarci, ma temiamo proprio di no.

Interrogazione su manutenzione straordinaria Stadio “Nicola Ceravolo” per 5.000.000 di euro

Prot. n. 8459 del 19/11/2012

Catanzaro, lì 19/11/2012

Alla cortese attenzione

Sindaco di Catanzaro – Sergio Abramo

tramite

Presidente del Consiglio comunale – Avv. Ivan Cardamone

OGGETTO: Interrogazione su manutenzione straordinaria Stadio “Nicola Ceravolo” per 5.000.000 di euro.

Il sottoscritto Antonio Giglio, in qualità di Consigliere comunale e Capogruppo di SEL, pone alla S. V. formale interrogazione in merito al seguente tema:

Premesso che in data 14/09/2012 il Consiglio comunale di Catanzaro ha approvato il “Programma triennale dei lavori pubblici 2012/2014 nonché elenco annuale da avviare nell’anno 2012”, e che in tale Programma è stata inserita la voce “Manutenzione straordinaria Stadio Ceravolo per 5.000.000”;

Premesso, altresì, che (pur versando la Città in altre emergenze di vario tipo dal punto di vista infrastrutturale e sportivo ma anche e soprattutto in ordine a tematiche di altra gravità) tale contributo risulta ingente ed è vincolato al suo scopo, ragion per cui bisogna concentrarsi solo su di esso e la sua destinazione;

· Risulta effettivamente disponibile tale somma? In caso contrario, è possibile sapere se e quando lo sarà?

· Questa Amministrazione sta predisponendo e pianificando, anche per grandi linee, il lavoro da effettuare, in modo da non farsi trovare impreparata al momento dell’effettiva erogazione?

L’occasione è gradita per porgere alla S. V. Cordiali saluti

Antonio Giglio

Consigliere comunale e Capogruppo SEL

Palestre: Epilogo

Riassunto delle puntate precedenti:

-Il 9 ottobre intervengo assieme a Roberto Guerriero per segnalare il problema e spronare l’Amministrazione a risolverlo (https://antoniogiglio.wordpress.com/2012/10/09/palestre-chiuse-e-spese-inutili/)

-Il 10 novembre, vista l’inerzia dell’Amministrazione, intervengo nuovamente (https://antoniogiglio.wordpress.com/2012/11/10/nuovo-intervento-sulla-non-apertura-delle-palestre-comunali/)

-L’11 novembre il Sindaco replica, e io controreplico (https://antoniogiglio.wordpress.com/2012/11/11/replica-al-sindaco-su-problema-palestre/) Da notare l’inciso del Sindaco: “Ancora una volta le opposizioni arrivano in ritardo sui problemi. Noi andiamo decisamente ad un’altra velocità e capiamo perché si è realizzato così poco nei cinque anni di governo del centrosinistra al Comune di Catanzaro. La questione delle aperture scolastiche è stata prontamente risolta dalla Giunta che ha adottato nei giorni scorsi una decisione con cui sono destinate le risorse necessarie per garantire questo servizio e restituire queste fondamentali strutture agli studenti e a coloro che praticano sport di base.” E la mia controreplica: “quali sono le risorse di cui parla? Qual è la decisione della Giunta “prontamente” adottata? Quando, in che giorno è stata deliberata? Qual è il numero della delibera, in modo che si possa divulgare la risoluzione del problema e tranquillizzare tutti? E soprattutto, quando saranno riaperte le palestre?”

-Il 12 novembre la Giunta con Delibera n. 461/2012 (Oggetto: variazione p.e.g. settore sport nell’ambito dello stesso intervento) stanzia la somma necessaria.
Morale della favola: la questione “prontamente risolta dalla Giunta che ha adottato nei giorni scorsi una decisione” (dichiarazione dell’11 novembre) fa riferimento ad una delibera che verrà approvata…il 12 novembre!

Che dire? Tutti felici, tutti contenti. “Esprimo soddisfazione”. Anzi no…

Su Fondazione Betania

Non può che preoccupare la notizia secondo cui Fondazione Betania si appresterebbe a licenziare 35 dipendenti. Parlare di posti di lavoro che si perdono è sempre argomento terribile; lo è, ancora di più, qui ed ora, in un contesto di crisi nera. Chiediamo che il Sindaco Sergio Abramo si faccia portatore, presso il Presidente Scopelliti, delle istanze dei lavoratori e che, soprattutto, vengano mantenuti gli impegni presi. Impegni che risuonano, adesso, come chiari richiami alle rispettive responsabilità. Ora, però, lo diciamo senza spirito di parte ma avendo a cuore solo l’interesse dei lavoratori, è necessario che i vertici istituzionali si mettano a lavoro e diano risposte. E’ positiva la notizia che i Sindacati maggiormente rappresentativi stiano lavorando in sintonia. Ora più che mai è vitale, inoltre, che Istituzioni e Parti sociali parlino la stessa lingua.
In una fase politica in cui il dibattito politico è concentrato su prossimi appuntamenti elettorali, locali e nazionali, mai bisogna dimenticare che il punto di partenza è la tutela del lavoro e dei lavoratori. Altrimenti si aprirebbe un vero e proprio dramma sociale, da evitare senza se e senza ma.

Antonio Giglio – Consigliere comunale e Capogruppo SEL

Replica al Sindaco su problema palestre

Spiace constatare che il Sindaco Sergio Abramo risponda con una nota fumosa e sterile ad una precisa chiamata in causa su un problema che, dati alla mano, non ha saputo affrontare. A parte il fatto che sul tema c’era già stato un intervento a firma mia e del Capogruppo PSI-Ecologisti, Roberto Guerriero, precisamente il 9 ottobre (facilmente verificabile, bastava controllare). Detto ciò, è lui ad essere arrivato in ritardo alla risoluzione di un problema: due mesi di ritardo, per l’esattezza, mentre l’opposizione lavorava per sensibilizzare chi di dovere. Ma il punto è un altro. Ci sono alcuni spunti, in ciò che afferma il Sindaco, per cui le domande che spontaneamente sorgono sono: quali sono le risorse di cui parla? Qual è la decisione della Giunta “prontamente” adottata? Quando, in che giorno è stata deliberata? Qual è il numero della delibera, in modo che si possa divulgare la risoluzione del problema e tranquillizzare tutti? E soprattutto, quando saranno riaperte le palestre?
La verità è che il problema è stato sottovalutato, e le domane poste sono state clamorosamente inevase: perché si tarda tanto a risolvere il problema? Quali sono le difficoltà a reperire le risorse? Forse rientrano nell’impossibilità ad accedere al Fondo di riserva, dopo che si è ritenuto più urgente usare parte dele risorse per locandine e pieghevoli sul traffico? Si chieda scusa alla Città, insomma, e si chiuda questa imbarazzante pagina. Spesso è l’evidenza a parlare, e l’evidenza non ha connotazioni politiche. O almeno, così dicono.

Antonio Giglio – Consigliere comunale e Capogruppo SEL

(questa la precedente nota di replica del Sindaco Sergio Abramo):
Ancora una volta le opposizioni arrivano in ritardo sui problemi. Noi andiamo decisamente ad un’altra velocità e capiamo perché si è realizzato così poco nei cinque anni di governo del centrosinistra al Comune di Catanzaro. La questione delle aperture scolastiche è stata prontamente risolta dalla Giunta che ha adottato nei giorni scorsi una decisione con cui sono destinate le risorse necessarie per garantire questo servizio e restituire queste fondamentali strutture agli studenti e a coloro che praticano sport di base. Non è stato facile reperire queste risorse perché tutti conoscono lo stato delle casse comunali così come ce le ha consegnato l’Amministrazione di centrosinistra. Posso dunque dire che al più presto le palestre saranno riaperte e fruibili.
Anche sui progetti PISU si è verificata la stessa cosa. Mentre le opposizioni si dilungavano su presunti ritardi, noi abbiamo lavorato in silenzio centrando un risultato straordinario e senza precedenti: salvare l’intero pacchetto di finanziamento per complessivi 32 milioni di euro. Stesso discorso per i risparmi sulle utenze che è stato uno dei primi impegni assunti dalla nostra amministrazione, già concretizzatosi con cospicue economie per l’Ente.
Dalle opposizioni mi aspetto proposte concrete e idee innovative che non avrò difficoltà a recepire se si muoveranno nell’interesse della collettività e non per un mero desiderio di polemica politica.

Nuovo intervento sulla non apertura delle palestre comunali

Un illustre dizionario definisce “grottesco” qualcosa di bizzarro, deforme al punto da risultare ridicolo. La vicenda delle palestre comunali ancora chiuse è effettivamente una vicenda che si può definire grottesca. A causa un micidiale concentrato di responsabilità, e di un avvilente e continuo scarica-barile tra gestione politico-amministrativa e gestione dirigenziale, viene fuori il grande “regalo” di questa amministrazione di centrodestra alla città. Palestre chiuse; società sportive allo stremo delle forze psicologiche, organizzative ed economiche; centinaia di bambini, ragazzi, operatori, professionisti mortificati, e un basilare ed elementare diritto negato. È evidente la sottovalutazione del problema. Forse non ci si rende conto del danno che si sta creando. Forse non si valutano i danni ad un settore, quello dello sport, che non svolge solo funzioni ludiche, ma ha una funzione sociale preziosissima, specie in quartieri dove l’alternativa alla palestra è la strada. E non si venga a dire che mancano i soldi. Manca, semmai, la volontà politica di destinarli a funzioni sociali. Vengono prima spettacolini in piazza, locandine e manifestazioni di una sera? È questa la volontà politica dell’Amministrazione? Non garantire gli ordinari diritti per soddisfare piccole esigenze particolari?

Pur se lealmente e convintamente all’opposizione, la nostra azione politica in Consiglio comunale si è sempre caratterizzata per il responsabile contenuto costruttivo delle proposte e delle critiche. Arriva un momento in cui, però, si chiede il conto a chi governa, senza aggiungere altro. Sulle palestre quel momento è arrivato già da un pezzo. E l’Amministrazione ha il dovere, nell’ordine, di: risolvere il problema; spiegare perché fino ad ora non l’abbia fatto; chiedere in ogni caso scusa alla Città. Aspettiamo che chi di dovere svegli la propria coscienza politica. Se ce l’ha.

Antonio Giglio

Consigliere comunale e Capogruppo SEL

Intervista sulle Unioni civili sul portale catanzaropolitica.it

Link originale:

http://catanzaropolitica.it/catanzaro-unioni-civili-guerriero-e-giglio-una-battaglia-di-civilta-per-tutte-le-forze-politiche/

Catanzaro: Unioni Civili, Guerriero
e Giglio, una battaglia di civiltà
per tutte le forze politiche…

E’ passata quasi in sordina, ma nei giorni scorsi, i Consiglieri Comunali Roberto Guerriero, ( capog. Psi-Ecologisti) e Antonio Giglio, (capogruppo Sel), hanno intrapreso una iniziativa che potrebbe ridar lustro ad un capoluogo di regione spesso in pesante debito sotto il profilo dell’immagine, allineandolo con realtà decisamente più avanzate.I due consiglieri hanno chiesto al sindaco del capoluogo, Sergio Abramo ed al presidente del Consiglio Comunale, Ivan Cardamone, l’istituzione del Registro Amministrativo delle Unioni Civili.

Abbiamo chiesto maggiori informazioni agli stessi Roberto Guerriero e Antonio Giglio.

Avete fatto richiesta al sindaco ed al presidente del Consiglio Comunale affinchè venga istituito il Registro amministrativo delle unioni civili. Quali le ragioni alla base della richiesta?

R.G.A.G.: SEL e PSI chiedono da anni questo atto di grande civiltà. SEL, peraltro, aveva inserito la richiesta nel programma elettorale delle ultime elezioni comunali. Il presupposto fondamentale è il rispetto della dignità e della libera determinazione della persona, principio cardine dal quale, in presenza di un ragionamento sano, tutto dovrebbe derivare in modo naturale. La società si evolve, gli Istituti devono farlo con essa. Altrimenti si è in presenza di micidiali discrasie che mortificano i diritti e le persone.

D.: A sostegno dell’iniziativa sono citati articoli e sentenze che vanno dalla Costituzione allo Statuto Comunale, passando per la Cassazione e la Convenzione Europea…

R.G.: L’attività politica non può e non deve fermarsi al particolare e al locale, ma deve avere un respiro alto e in questo senso trarre tutto ciò che di buono le nostre grandi Istituzioni ci hanno trasmesso. Particolarmente importante è il collegamento tra ciò che ci dice l’Europa o la Costituzione, e come i grandi principi enunciati possano e debbano avere riscontri effettivi e quotidiani nella vita delle persone. Spesso non succede ed è questo il vero fallimento della Politica.

D.: Quante persone potrebbe interessare i l provvedimento ed in che modo queste stesse persone trarrebbero benefici dall’ istituzione del registro?

A.G.: Sostanzialmente, il registro delle unioni civili è uno strumento di tipo amministrativo attraverso cui il comune delibera che chi si iscrive a questo registro è equiparato alle coppie sposate, per quanto riguarda i provvedimenti di competenza del Comune. Parliamo di temi legati alle problematiche della casa, ai servizi sociali. È un argomento abbastanza complesso, dal punto di vista giuridico. Ma non è da sottovalutare la portate culturale di tale istituto. Ed è dalle piccole cose che si avrebbe una formidabile portata innovativa. Si tratta, comunque, di un tema da sviluppare e approfondire con il conforto di esperti. Non dimentichiamoci che in Italia manca una legge che regolamenti le Unioni civili, per cui il modo in cui Enti locali possano occuparsi del tema è reso difficile e complicato. Ottima ragione per approfondire il problema e fare in modo che sia inserito nell’agenda politica.

D.: In quali altre città è stato già istituito?

R.G.A.G.: Sono quasi cento le città in Italia. Non solo Milano o Napoli, localmente abbiamo l’esempio di Pizzo. È un percorso intrapreso da almeno un decennio, in Italia. A Catanzaro desta scalpore e interesse solo perché raramente si cerca di innalzare il livello e respiro del dibattito politico. Penso che sarebbe dovere di tutti cominciare a farlo. Soprattutto da parte di chi ha responsabilità politico-amministrative. Ci sono argomenti tabù. Ma sono tabù spesso di facciata e segno di ipocrisia e bigottismo. Penso sia giunta l’ora di sdoganare molti temi. È un tabù anche l’omosessualità? Bene, parliamone.

D.: Come intendete muovervi per promuoverlo? Quali sono le prime reazioni, sia a livello politico che della cittadinanza?

A.G.: Non ci interessa porre una questione per conquistare titoli e prime pagine. Questa è una proposta politica, come tale aperta a tutte le forze politiche, e non, che vorranno condividerla. Siamo amministratori e ci interessa perorare questa causa all’interno dell’Istituzione per raggiungere l’obbiettivo. Ragion per cui saranno seguiti tutti i passaggi istituzionali. Anche perché, cosa fondamentale, è impensabile non costruire una proposta larga e condivisa. Bisogna capire e fare capire che non si tratta della battaglia di qualcuno, ma di una battaglia di civiltà messa a disposizione della Città. Senza primogeniture o gelosie. I diritti civili sono la vera priorità. È dovere della politica comprenderlo. Le prime reazioni sono, comprensibilmente, variegate e spesso estreme anche in senso negativo. Ma se si ha la pazienza di spiegare e di costruire una battaglia condivisa si può offrire uno strumento di grande civiltà e modernità.

Alfonso Scalzo

Istituzione Registro unioni civili: prima proposta politica per grandi linee

Prot. n. 84448 dell’8/11/2012

Catanzaro, lì 08/11/2012

Alla cortese attenzione
Sindaco di Catanzaro – Sergio Abramo
Presidente del Consiglio comunale di Catanzaro – Avv. Ivan Cardamone

OGGETTO: richiesta istituzione Registro amministrativo delle Unioni civili
I sottoscritti Consiglieri comunali Roberto Guerriero e Antonio Giglio, chiedono alle SS.VV. di istituire un apposito Registro amministrativo delle Unioni civili. Il supporto normativo alla base della richiesta risiede, a nostro avviso, in varie norme:
• art. 2 Costituzione (La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale);
• sentenza 138/20120 Corte costituzionale (per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico), che comprende anche l’unione omosessuale;
• sentenza n. 4184/2012 Corte di Cassazione (i conviventi in stabile relazione di fatto sono titolari del diritto alla vita familiare, del diritto inviolabile di vivere liberamente la loro condizione di coppia e, in specifiche situazioni, del diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata, che possono far valere dinanzi all’autorità giurisdizionale);
• art. 8 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali (la stabile relazione di fatto tra due persone caratterizzata da coabitazione, indipendentemente dal genere degli interessati, costituisce vita familiare protetta);
• art. 1 co. 3 Statuto Comune di Catanzaro (Il Comune ispira la propria azione al principio di solidarietà e partecipazione, opera per affermare i diritti dei cittadini, per il superamento degli squilibri economici, sociali e territoriali esistenti nel proprio ambito e per consolidare ideali e vocazioni di integrazione fra la popolazione);

Riteniamo che il Comune possa operare nell’ambito delle proprie competenze per difendere e promuovere i diritti di cui sopra e la parità e non discriminazione.

Suggeriamo, inoltre, le modalità dell’iscrizione in tale registro, da concordare comunque in sede di Commissioni e Consiglio comunale, e da fare confluire in un regolamento apposito:
• L’iscrizione può essere richiesta da due persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, di qualsiasi nazionalità, residenti, coabitanti anagraficamente nel Comune di Catanzaro e iscritti sul medesimo stato di famiglia.
• Gli interessati non devono essere legati tra loro da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela e non devono appartenere al alcuna altra forma di Unione Civile, comunque riconosciuta.
• L’iscrizione nel Registro non può essere richiesta da coloro che facciano già parte di una diversa unione civile, i cui effetti non siano cessati al momento della domanda di iscrizione, né dalle persone coniugate fino al momento dell’annotazione della separazione personale sull’atto di matrimonio.
• Priorità deve essere il superamento di situazioni di discriminazione e il l’agevolazione all’integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
Trasmettiamo linee generali della proposta per opportuna valutazione e chiediamo l’inserimento del tema nella prima Conferenza dei Capigruppo utile.

L’occasione è gradita per porgere alle SS.VV. cordiali saluti

Roberto Guerriero
Consigliere comunale e Capogruppo PSI – Ecologisti

Antonio Giglio
Consigliere comunale e Capogruppo SEL