Servizi di vigilanza affidati ad associazioni di volontariato, occorre fare chiarezza

Qualche giorno fa sono intervenuto, sugli organi di stampa, con la seguente nota. Sono convinto del fatto che si tratti di un argomento del quale continueremo ancora a sentire parlare…

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Intendiamo porre l’attenzione su una questione, quella dell’affidamento dei servizi di vigilanza ad associazioni di volontariato, che è a nostro avviso ampiamente sottovalutata, e rende soprattutto obbligatori alcuni interrogativi in ordine al rispetto delle norme vigenti in materia.
È legittimo, alla luce del Tulps, che esistano affidamenti diretti – per svariate migliaia di euro – di servizi di vigilanza anche in strutture pubbliche (come gli Ospedali di Catanzaro e Lamezia) a dette associazioni, con volontari che pur passando per vigilantes, non sono guardie giurate e né possono agire come tali, secondo le norme vigenti in materia? È legittimo che ciò avvenga anche in altre postazioni “sensibili” che, per legge, andrebbero vigilate da guardie giurate con tanto di decreto del Prefetto? Tutto questo, si badi, va a discapito non solo degli Istituti di Vigilanza veri e propri (per come disciplinati dal Tulps, ed espressamente ed annualmente elencati dal Ministero dell’Interno), ma anche degli stessi lavoratori “volontari”: sono assistiti, costoro, da inquadramenti contrattuali, contributi, busta paga, sorveglianza sanitaria (anche alla luce del fatto che essi svolgono spesso anche lavoro notturno)? Si possono definire i vari rimborsi spese di detti volontari (di onlus che si richiamano spesso alle forze dell’ordine italiane) come una retribuzione vera e propria? L’ASP di Catanzaro ha bandito una gara per la vigilanza? Il servizio, per come strutturato ed erogato, consente di far fronte alle esigenze di sicurezza – notturna e diurna – dell’ospedale cittadino, e alle esigenze di tutela sia degli Istituti di vigilanza (che investono nei lavoratori e nella loro formazione), sia dei “volontari” che svolgono di fatto un vero e proprio lavoro? Qual è, come riportato giustamente nella note del Consigliere Rizza, il confine tra le attività di volontariato e le prestazioni di lavoro? Domande alle quali è opportuno dare risposta, per fare chiarezza su un settore nel quale non tutti i conti sembrano tornare.

Antonio Giglio, Consigliere comunale di Catanzaro

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