Totale gettoni di presenza percepiti nel mese di maggio 2017

-Totale gettoni di presenza percepiti nel mese di maggio 2017: 487,62 euro in totale
-Totale spese gruppo consiliare PSI-PSE: zero euro (nessuna somma a disposizione)

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A subito!

Non sarò candidato alle prossime elezioni comunali.
La decisione, molto sofferta, ma altrettanto ponderata e ragionata, è dettata esclusivamente da motivi di carattere personale, e dalla necessità, in questa fase, di privilegiare, ripensare e consolidare percorsi di crescita personale, formativa e lavorativa; necessità soggettivamente ritenuta, per il momento, incompatibile con un impegno totalizzante e appassionante quale quello istituzionale, se interpretato con adeguato impegno e senso del dovere; necessità frutto di un percorso personale e politico improntato alla massima libertà ed indipendenza – nella forma e nella sostanza – nella Politica e dalla Politica.

Rivendico – con orgoglio – la limpidezza, pulizia e onestà del percorso condotto finora, che non si arresta, e il viscerale amore profuso in forma pressoché esclusiva, in questi anni, per Catanzaro.
Dopo anni di impegno nell’associazionismo, ho avuto l’onore e la soddisfazione di risultare, nel 2011 (alla mia prima candidatura), il primo dei non eletti con Sinistra Ecologia Libertà, ad appena 24 anni, con 209 voti, e, soltanto un anno dopo, di portare le preferenze personali a 296, entrando in Consiglio comunale, a 25 anni, come primo eletto della lista, e come più giovane Consigliere eletto direttamente. Ho avuto l’onore e la soddisfazione di essere confermato anche nell’anomala tornata di gennaio 2013, quella delle famigerate “suppletive”, raddoppiando le preferenze ricevute nelle 8 sezioni, e totalizzando quindi 329 voti. Il dato, non meramente ed esclusivamente aritmetico, segna di fatto una crescita costante, segno della fiducia e della stima di tante persone, data e confermata nel tempo, e alimentata da un reciproco darsi e confrontarsi con lealtà, coerenza, schiettezza, e comunanza di valori e di idee.
Dolorose sono state le vicende legate alla rottura con SEL, ma il tempo – galantuomo – ha negli anni chiarito il senso di molte cose.

Sono stati 5 anni attraversati da tanti eventi politici, ma soprattutto umani e personali, che hanno – comprensibilmente – caratterizzato il percorso fatto: l’influenza del carattere, le sue fragilità, vulnerabilità, i suoi difetti, limiti, ma anche passioni, entusiasmo, voglia e capacità di sognare e di studiare i problemi, di approfondire tematiche e sviluppare competenze, hanno fatto e faranno parte di me e dell’impronta che ho cercato di lasciare.
Non ho, coerentemente col mandato popolare che mi ha collocato all’opposizione del centrodestra, richiesto, né avuto, da parte della maggioranza di governo, deleghe o vantaggi di alcun tipo, né occupato postazioni di potere non coerenti rispetto a ragioni di opportunità e al mandato ricevuto; non ho tratto profitti ingiustificati; non ho sfruttato la carica pubblica per vantaggi di carattere personale. Di questo, e di posizioni a volte oltranziste ed intransigenti (adeguatamente ai temi che lo richiedevano), sono soddisfatto e, nel mio piccolo, orgoglioso.
Rivendico la libertà di pensiero e di azione; rivendico l’aver agito – nel bene e nel mare, nelle giuste azioni e negli inevitabili errori – con la mia testa e con una personalità definita e riconoscibile; rivendico l’aver affrontato con eguale determinazione, coraggio e prevalente buonsenso sia le fasi di mediazione, che quelle di contrapposizione, entrambe necessarie in relazione al caso e ai casi. Rivendico l’aver speso, fino all’ultima goccia, le caratteristiche (positive e negative) dei “vent’anni”, e di una generazione che troppo spesso in Politica è giovane solo sulla carta, mentre nei fatti si rivela precocemente e malamente invecchiata. Rivendico – in un contesto che di frequente confonde in maniera deviata la qualità e la forza delle idee, con l’alto volume della voce e la scenografica platealità delle azioni – l’aver veicolato anche fermezza e radicalità con garbo e pacatezza, ché le cose possono – e in alcuni casi, devono – viaggiare di pari passo.

Ho condotto, assieme a preziosi compagni di percorso, battaglie nel merito e nella sostanza, cercando sempre (anche nei momenti di scontro più aspro) di distinguere, ove possibile, il lato politico da quello umano, e tenendo sempre bene in evidenza la prospettiva istituzionale. Con alcuni dei miei avversari si sono creati, seppur con idee diverse e all’interno di schieramenti distinti e separati, rapporti di stima personale, fondati sul reciproco riconoscimento dell’onestà intellettuale; con altri, no.
Ho sempre cercato di mantenere un atteggiamento coerente ed autocritico, risultando a volte scomodo anche per la mia stessa parte politica, o meglio, per quella parte che gradisce formare e arruolare “yes-man” (cosa che non sono, né sarò mai!). Ho cercato di mantenere, nell’approccio ai problemi e agli argomenti, uno spirito quanto più possibile costruttivo, piuttosto che strumentale, come costruttive piuttosto che strumentali sono state le battaglie in difesa dei diritti civili, in difesa di Catanzaro.

Credo che rappresentare la mia Città, difenderla, amarla, senza mirare a scopi o vantaggi personali, sia stato un grande onore.
Credo sia stato un grande onore parlare di idee, diritti civili, cultura, prospettive, proposte, speranze, parlare di Socialismo e Sinistra in una Città spesso bigotta, e che muore ogni giorno di più sotto il peso dell’indifferenza e della rassegnazione, ma che ha – malgrado tutto – dentro di sé i semi della speranza e della solidarietà.
“Considero valore” l’aver cercato di dare voce agli ultimi, ai dimenticati, a tante persone che, con le loro storie personali, le loro vite a volte complicate e difficili, rendono preziosa e viva una comunità.

Ringrazio le persone che hanno reso e che renderanno prezioso questo cammino.
Ringrazio la mia famiglia!
Ringrazio i tanti amici e compagni di percorso, Compagni di sempre e per sempre. Ad Aldo Rosa, uomo dalla non comune cultura Politica, e allo stakanovista e insostituibile Andrea Squillace, un pensiero speciale.
Ringrazio i Compagni Radicali, in particolare l’instancabile Giuseppe Candido e il sempre presente Marco Pannella.
Ringrazio le tante persone che ho incontrato e conosciuto in questi anni, grazie ad un’esperienza che mi ha consentito di conoscere la Città ancora meglio, nelle sue pieghe e nei suoi percorsi criptici e ombrosi, nei suoi “Segreti passaggi” ideali e materiali. Ringrazio chi non c’è più, ma c’è e ci sarà sempre.
Ringrazio i professionisti e le professioniste della stampa; con alcuni di essi, e di esse, sono nati veri rapporti di amicizia e stima personale.
Ringrazio i dipendenti dell’Ufficio stampa del Comune di Catanzaro, e i molti dipendenti comunali, che in molti casi lavorano con abnegazione tra mille difficoltà, pagando anche il prezzo ingiusto di una burocrazia perlopiù svogliata e inconcludente, e tra questi mi rivolgo con particolare affetto e stima personale ai responsabili dell’Ufficio di Presidenza.
Saluto, e abbraccio con tutto me stesso, grandi amici, e compagni di mille battaglie: Roberto Guerriero e Vincenzo Capellupo.
Tra i colleghi in Consiglio che considero risorsa per la Città, saluto e abbraccio con stima, affetto e amicizia Roberto Rizza e Marco Polimeni; diversi, rispetto a loro, sono stato i percorsi, ma grande è la stima nei loro confronti per le capacità espresse e per quelle ancora da esprimere.
C’è un’altra persona che voglio ricordare, nonostante gli abbia esternato più volte la mia delusione e contrarietà per l’amaro epilogo, perché è grazie a lui se tutto ciò ha avuto inizio: Salvatore Scalzo, autentico “fuoriclasse” e protagonista di una stagione entusiasmante e di speranza; vorrei che le dolci rimembranze di quella stagione non finissero nei polverosi cassetti della memoria, come destinate a sbiadire e svanire, ma fossero ricordate sempre come una occasione persa in maniera particolarmente bruciante, e servissero da monito e speranza per il futuro.

“Noi siamo gli ultimi del mondo, ma questo mondo non ci avrà”.
Il percorso finora intrapreso non si arresta, ma muta temporaneamente forma.
Seppur non – stavolta – da candidato, sostengo convintamente, come scelta naturale di libertà e coerenza, il movimento civico “Cambiavento”, e la candidatura a Sindaco di Nicola Fiorita, luminosa speranza per un nuovo percorso vivo, bello, pulito, libero e proiettato nel tempo. Sostengo, apertamente, un movimento di persone libere e operose, rappresentate da un candidato Sindaco, al quale mi lega una antica e profonda amicizia, che ha tutte le qualità per scrivere, assieme ai catanzaresi, una nuova pagina di Storia.

“Ebbene, quei volti, questo mio, il vostro, i vostri, basta poco per renderli diversi; basta poco, perché fioriscano anche la giovinezza, anche la speranza.
E allora arrivederci, amica, amico, compagna, compagno, a fra mezz’ora, A SUBITO, arrivederci!”

Antonio

Servizi di vigilanza affidati ad associazioni di volontariato, bene presa di posizione Sindacati

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La presa di posizione delle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uil Tusc, sulla vicenda dei servizi di vigilanza affidati ad associazioni di volontariato, è da sostenere e va nella direzione da noi invocata, di fare chiarezza in un settore con troppi punti oscuri.
La questione dell’affidamento dei servizi di vigilanza ad associazioni di volontariato è a nostro avviso, lo ripetiamo, ampiamente sottovalutata, in ordine a problematiche riguardanti le norme vigenti in materia, e il confine tra attività di volontariato e lavoro vero e proprio. Esistono, infatti, affidamenti diretti di detto servizio, verso diverse associazioni di volontariato, nel complesso per svariati milioni di euro; sono, essi, compatibili con le finalità statutarie delle associazioni stesse, caratterizzate dalla gratuità delle prestazioni fornite, e dall’assenza del fine di lucro? Solo nel 2016, ad esempio, l’Università Magna Graecia ha versato nei confronti di quattro associazioni la bellezza di 866.748,15 euro (dati pubblici e accessibili dai siti istituzionali). Ci risulta che negli Ospedali la situazione sia simile, e che inoltre mentre le Asp delle altre province abbiano indetto un bando per affidare il servizio di vigilanza, quella di Catanzaro non lo abbia fatto. Qual è il confine tra lavoro vero e proprio, e volontariato anche alla luce della mole di soldi pubblici che vengono impiegati? I volontari sono assistiti da inquadramenti contrattuali, contributi, busta paga, sorveglianza sanitaria? I “rimborsi spese” previsti sono configurabili come una vera e propria retribuzione? È garantita anche la sicurezza nei confronti di detti volontari, posto che essi si occuperebbero di attività fiduciarie, spettanti ad imprese a ciò abilitate secondo il Tulps, come attività di sorveglianza, custodia, portierato, attività ausiliarie alla viabilità, servizi di vigilanza h24? Ci auguriamo che presto a detti interrogativi sia data una risposta, per molteplici ragioni che sono di tutta evidenza.

Antonio Giglio, Consigliere comunale di Catanzaro

Tariffe parcheggio Ospedale, Abramo annulli Delibera e accolga nostra proposta

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Nello scorso mese di maggio si era svolta, su iniziativa e proposta dell’opposizione, una riunione dei Capigruppo del Consiglio comunale di Catanzaro che, assieme alla I Commissione consiliare permanente presieduta da Giulio Elia, aveva incontrato i vertici dell’AMC (nella persona dei Dirigenti Luigi Siciliani e Rosario Colace), per discutere di importanti temi all’ordine del giorno, tra i quali le tariffe del parcheggio multipiano dell’Ospedale Pugliese. Avevamo precedentemente chiesto, infatti, nel corso di una seduta di Consiglio comunale, che fossero applicate da AMC tariffe sociali, in modo da tutelare l’utenza dell’Ospedale. In quella sede, AMC si era presentata con una proposta che avevamo ritenuto molto soddisfacente: 0,50 centesimi di euro per ogni mezz’ora, e la gratuità della sosta nelle ore notturne; la proposta, era stata da noi accolta: un prezzo così basso avrebbe consentito ai tanti utenti (tra cui: famiglie, amici, visitatori, di persone ricoverate) di usufruire dei circa 90 posti auto a prezzi popolari e, a quanti lo avrebbero utilizzato di notte, magari per assistere propri cari ricoverati, di non pagare.
Contrariamente ad ogni norma di buonsenso e anche di logica, giorno 21 febbraio scorso, la Giunta comunale, su proposta dell’Assessore al traffico Giovanni Merante, ha approvato una serie di tariffe che tradiscono quanto precedentemente stabilito, e tradiscono il concetto stesso di tariffe “sociali”: la Giunta Abramo ha introdotto il ticket di 1,50 euro per la prima ora di sosta, e di 5 euro come tariffa fissa per la notte (22-7). Si tratta, a nostro avviso, di un vero sproposito, che andrà a colpire una vasta utenza che invece noi, e anche AMC, avremmo voluto tutelare. Chiediamo al Sindaco Abramo di sospendere immediatamente l’efficacia della Delibera di Giunta sopracitata (la n.57 del 21/02/2017), che è sbagliata nella forma e nella sostanza.

Vincenzo Capellupo, Sergio Costanzo, Antonio Giglio, Roberto Guerriero, Rosario Mancuso – Consiglieri comunali di Catanzaro

Servizi di vigilanza affidati ad associazioni di volontariato, occorre fare chiarezza

Qualche giorno fa sono intervenuto, sugli organi di stampa, con la seguente nota. Sono convinto del fatto che si tratti di un argomento del quale continueremo ancora a sentire parlare…

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Intendiamo porre l’attenzione su una questione, quella dell’affidamento dei servizi di vigilanza ad associazioni di volontariato, che è a nostro avviso ampiamente sottovalutata, e rende soprattutto obbligatori alcuni interrogativi in ordine al rispetto delle norme vigenti in materia.
È legittimo, alla luce del Tulps, che esistano affidamenti diretti – per svariate migliaia di euro – di servizi di vigilanza anche in strutture pubbliche (come gli Ospedali di Catanzaro e Lamezia) a dette associazioni, con volontari che pur passando per vigilantes, non sono guardie giurate e né possono agire come tali, secondo le norme vigenti in materia? È legittimo che ciò avvenga anche in altre postazioni “sensibili” che, per legge, andrebbero vigilate da guardie giurate con tanto di decreto del Prefetto? Tutto questo, si badi, va a discapito non solo degli Istituti di Vigilanza veri e propri (per come disciplinati dal Tulps, ed espressamente ed annualmente elencati dal Ministero dell’Interno), ma anche degli stessi lavoratori “volontari”: sono assistiti, costoro, da inquadramenti contrattuali, contributi, busta paga, sorveglianza sanitaria (anche alla luce del fatto che essi svolgono spesso anche lavoro notturno)? Si possono definire i vari rimborsi spese di detti volontari (di onlus che si richiamano spesso alle forze dell’ordine italiane) come una retribuzione vera e propria? L’ASP di Catanzaro ha bandito una gara per la vigilanza? Il servizio, per come strutturato ed erogato, consente di far fronte alle esigenze di sicurezza – notturna e diurna – dell’ospedale cittadino, e alle esigenze di tutela sia degli Istituti di vigilanza (che investono nei lavoratori e nella loro formazione), sia dei “volontari” che svolgono di fatto un vero e proprio lavoro? Qual è, come riportato giustamente nella note del Consigliere Rizza, il confine tra le attività di volontariato e le prestazioni di lavoro? Domande alle quali è opportuno dare risposta, per fare chiarezza su un settore nel quale non tutti i conti sembrano tornare.

Antonio Giglio, Consigliere comunale di Catanzaro

Centrosinistra, ti vuoi svegliare? Il “cambiamento” è ancora possibile. Anzi, necessario.

alba

Tra pochi mesi si andrà al voto per le elezioni amministrative del Comune di Catanzaro, e stringe sempre di più il tempo per elaborare una base programmatica, tale da riunire le forze per proporre ai cittadini un’alternativa all’Amministrazione Abramo. Già, Abramo! Sindaco di Catanzaro per ben quattro volte, e anche Consigliere regionale e Amministratore della SoriCal. Politico ed amministratore dalle tante contraddizioni, peraltro messe in evidenza da chi ha esercitato il ruolo di opposizione in Consiglio comunale in questi anni. Ma Abramo non è un “nemico”, né un totem da abbattere; Abramo rappresenta semplicemente, dal punto di vista politico, il rappresentante di un percorso politico-amministrativo che secondo noi ha fallito; il terminale dell’apparato di potere incentrato sull’uso distorto della macchina amministrativa (della quale ci si è guardati bene dal sanare i difetti strutturali, e anzi lasciandoli in evidenza, in modo da intervenire in forma clientelare con favori e promesse, schema che soprattutto nei quartieri periferici è ormai consolidato) che lo sostiene e che lo ha sempre sostenuto, nonostante abbia cercato non di rado di vestire gli improbabili panni del Sindaco “antisistema”, e che non ha dato a Catanzaro alcuna visione progettuale, alcuna speranza. Come si può pensare di porsi come alternativa politica e culturale, rispetto ad Abramo e al centrodestra, senza costruire un percorso che sia realmente di cambiamento? Il collante di un modello alternativo non può essere solo il “contro”, ma il “per”. Voler riunire pezzi eterogenei della scena politica, coi quali non vi è, in larga parte, comunanza di idee, programmi e affidabilità politica, soltanto per abbattere Abramo, è un errore e non porterà a niente. L’idea del centrosinistra come forza plurale, aperta, alternativa, non è morta. Ma non è possibile pensare ad un centrosinistra composto soltanto da componenti numeriche e aritmetiche, senza pensare ad una comunanza di idee, programmi, di affinità culturali e politiche. Nei ragionamenti di alcuni esponenti del centrosinistra e del PD, sembra che l’accordo con l’NCD e il Centro sia l’unico strada percorribile per la vittoria elettorale. Non è possibile pensare esclusivamente alla (tra l’altro tutt’altro che scontata) vittoria, senza porsi il problema del cambiamento e del governo della Città, dopo. Perché non si riesce a cogliere l’importanza di quanto stia accadendo a sinistra in Città? “Cambiavento” ha smosso le acqua di un centrosinistra in parte intorpidito, svilito da lente e stanche liturgie, quasi rassegnato ad una ineluttabile sconfitta. Anche il profilo di Nicola Fiorita, persona sulla cui onestà, preparazione e storia politica non possono esserci dubbi o tentennamenti, non rappresenta l’ennesima fuga in avanti di un pazzo narcisista o velleitario, ma l’opportunità per riprendere un nuovo percorso, allargare il perimetro, la partecipazione, e guardando per prima cosa alla propria “gente”, prima che ad accordi angusti e sterili. Non si comprende tutto questo temporeggiare; non si comprende la grande paura che sembra frenare gran parte delle forze politiche, in questa direzione: non si tratta di una iniziativa votata al minoritarismo e alla testimonianza ma, al contrario, di una proposta politica di governo valida e credibile sulla quale convergere, che può crescere e formarsi con il supporto e il contributo delle varie anime di un centrosinistra inclusivo, in continuità con molte della battaglie condotte dall’opposizione in Consiglio comunale in questi anni, e sotto la spinta di una forza da troppo tempo sconosciuta in Città: quella dell’entusiamo.
L’idea del centrosinistra progressista, socialista e riformista, è sepolta solo nella testa di chi si rassegna ad un futuro di sconfitta e rassegnazione. Non si deve vincere a tutti i costi, ma si può vincere a determinate condizioni al rialzo. Perché rinunciare a questa via? Davvero convergere sul profilo di Nicola Fiorita e costruire un percorso di cambiamento vero è un destino peggiore del fare da tristi comprimari all’area centrista (o centrodestrista)?
Diceva il grande Indro Montanelli, “Non mi dà fastidio tanto che il coccodrillo mi mangi la gamba; mi dà fastidio che poi ci pianga sopra”. E di lacrime di coccodrillo a posteriori, di analisi del voto dopo le sconfitte (dove immancabilmente, tra l’altro, ci si autoassolve) non ne possiamo davvero più. “Spes contra spem”, “essere speranza, piuttosto che avere speranza”. Per noi, e per chi ha ancora voglia di sperare in un cambiamento ancora possibile.

Antonio Giglio, Consigliere comunale di Catanzaro